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Casa Teresa

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Casa Teresa così denominata dal cognome dei primi proprietari, provenienti da Pantelleria, che vi praticavano l’agricoltura e l’allevamento del bestiame. Costruito fra il 1876 e il 1877, fungeva da abitazione permanente dell’intero nucleo familiare. E’ composto da diversi ambienti e aree esterne: la cammara cioè la stanza dove la famiglia viveva; il “makasenu” (magazzino per la conservazione dei raccolti), nel quale si trova una piccola pressa da olio scavata nella roccia del pavimento;

la cucina con il “furnu”; il  “pagghiaru” (il pagliaio); la “stadda” per custodire l’asino; il palmento per la vinificazione; il jardinu, vale a dire una costruzione circolare con muri di pietra a secco alti 2 metri e anche più, diametro di qualche metro, all’interno del quale si coltivava di solito un limone o un arancio.

Di fronte all’ingresso si vede ancora una pietra rotonda che fungeva da piccola macina del “mulineddu”. 

Il dammuso cammara era provvisto di pochi mobili e di pochi oggetti conservati in nicchie aperte nelle spesse pareti.

Dai ganci che pendevano dal soffitto scendevano delle funi che sorreggevano in orizzontale le “cannizze”, tavole su cui veniva riposto il pane e il formaggio. Il “passiaturi”, una sorta di corridoio esterno, spesso coperto  dalla “pinnata”, una tettoia fatta di canne legate fra loro, collegava i vari ambienti. Altre strutture esterne erano l’”aria”, cioè l’aia circolare per la trebbiatura dei cereali, la “mannara”, il recinto per le pecore e le capre di ritorno dal pascolo; un’ampia cisterna  con copertura a tetto per la raccolta dell’acqua piovana.

Alcuni ambienti di Casa Teresa hanno tetti a cupola e  pareti a doppio parametro per meglio isolare gli ambienti dalla temperatura estiva che si mantiene alta per prolungati periodi di tempo. Il tetto a cupola era anche utile per una più funzionale raccolta dell’acqua piovana che confluiva nella cisterna. 

Casa Teresa è stata acquisita dalla Regione Siciliana nel 1994 e restaurata a cura della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento. Dal 2025 è gestita dalla ATS Pelagies.