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Spiaggia Dei Conigli

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Spiaggia dei Conigli - Riserva Naturale Orientata “Isola di Lampedusa”

 

La spiaggia dei Conigli è la più grande spiaggia di Lampedusa (6.000 mq), ed è situata nella porzione sud-occidentale dell’isola. Ricade all’interno della zona A di tutela maggiore della Riserva Naturale Orientata “Isola di Lampedusa”, istituita nel 1995 al fine di tutelare il delicato ecosistema della parte meridionale dell’isola. In particolare la spiaggia è un sito di enorme importanza naturalistica, essendo stato classificato come uno dei pochi luoghi regolari di deposizione della tartaruga marina comune Caretta caretta in Italia. La deposizione delle uova avviene tra giugno e agosto, di notte, e la schiusa dopo circa 60 giorni. Sin dagli anni ‘90  l’accesso notturno alla spiaggia è vietato nei mesi estivi per non disturbare le tartarughe e i nidi vengono protetti e monitorati dal personale e dai volontari di Legambiente, ente gestore della riserva. Nel decennio successivo l’intera area è stata sottoposta a importanti azioni di riqualificazione e conservazione per contrastare il degrado ambientale dovuto all’accesso indiscriminato alla spiaggia con mezzi di trasporto e alla presenza di attività commerciali (una strada sterrata venne aperta già nel 1980 al tempo della costruzione della villa di Domenico Modugno al limitare della spiaggia, tutt’ora presente).  Le azioni di riqualificazione hanno comportato la realizzazione di un percorso obbligato pavimentato in pietra, con canalette e tagliate per il defluire delle acque piovane. Al fine di fermare il processo erosivo in parte naturale e in parte di natura antropica, l’area intorno al percorso d’accesso e la parete rocciosa alle spalle della spiaggia sono state sottoposte ad un intervento di bioingegneria e piantumazione di specie vegetali autoctone andando a ricreare il paesaggio vegetale tipico di Lampedusa, la gariga. Tra le specie più caratteristiche il Thymus capitatus (Timo selvatico) che tra maggio e giugno colora con i suoi piccoli fiori viola tutta l’isola, e il Chiliadenus lopadusanus, localmente detto erba puliciana, una pianta endemica dal caratteristico profumo balsamico e dotata di proprietà curative. L’Isola dei Conigli ospita l’unica stazione italiana della lucertola striata comune, nonché una colonia di circa 100 coppie di gabbiano reale. Ogni anno il falco della regina raggiunge Lampedusa dal Madagascar per nidificare anche sulle scogliere vicine alla spiaggia dei conigli.  

Dal 2003 lo specchio d'acqua prospiciente la spiaggia e circostante l'isola dei conigli fa parte dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie. 

A partire dal 2021 da giugno a ottobre l'accesso alla Spiaggia dei Conigli è contingentato, con prenotazione obbligatoria online tramite il sito prenotazionespiaggiaconigli.it con 2 turni giornalieri per un massimo di 550 persone presenti contemporaneamente.

Una curiosità sull’origine del nome: il nome sembrerebbe far riferimento alla presenza sull’isolotto di una colonia di conigli, che in realtà non è stata documentata in epoche recenti; per secoli è stata invece l’isola di Lampedusa ad essere considerata un luogo di caccia sia di conigli che di altre prede. Già una mappa del 1766, redatta da John Clancy per conto della Royal Navy, riportava la dicitura Rabbit Island ovvero Isola dei conigli. E’ possibile che l’attribuzione del nome sia dovuta alla confusione tra il termine di origine araba Rabit (ovvero collegamento, in riferimento al banco di sabbia che saltuariamente unisce la spiaggia e l’isolotto) e il termine inglese Rabbit (coniglio). Nei pressi dello scoglio del Panettone, a poca distanza dall’isola dei conigli, nel settembre del 1979 è stata posata una statua  in bronzo raffigurante la Madonna con il Bambino. La statua fu donata da Roberto Merlo, fotografo subacqueo e appassionato esploratore dei fondali marini di Lampedusa, che durante una delle sue immersioni nelle acque dell’isola subì un grave incidente.. Si salvò grazie al pronto e generoso intervento dei pescatori lampedusani. L’opera fu realizzata dallo scultore Giorgio Crosta e benedetta da Giovanni Paolo II.